Adottate Malala Yousafzai!

da Articolo 21:

Adottate Malala Yousafzai!

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Modesta preghiera agli studenti, ai professori, ai presidi d’Italia. Adottate Malala Yousafzai! Per un giorno parlate di lei a scuola, dividetevi se necessario, ma rendetele l’onore che merita. Malala è una ragazza pakistana di 14 anni ferita alla testa e al collo. L’hanno seguita, si sono accertati che fosse lei e hanno sparato, per ucciderla.

“Dateci penne per scrivere, prima che qualcuno metta armi nelle nostre mani”, annotava nel suo diario. Ma il diritto allo studio fuori dalle Madrasse, il diritto per le ragazze pakistane di andare a scuola è considerato un crimine “osceno” dai Talebani. “Diffonde idee laiche, ci attacca, è una fan di Obama”. Per questo l’hanno condannata a morte. Per questo un killer l’ha seguita e ha sparato. Da anni Malala aspettava quel killer, ma ha continuato a difendere il futuro, il suo e anche il nostro.

*direttore di RaiNews

10 ottobre 2012

via Adottate Malala Yousafzai!.

Ancora da “Articolo 21”

Il coraggio di Malala. Libri al posto delle armi

di Daniela De Robert

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“Dateci penne oppure i terroristi metteranno in mano alla mia generazione le armi”. Così parlava la giovane pakistana Malala Yousufzai e per questo ieri un talebano le ha sparato proprio mentre andava a scuola. Un proiettile l’ha colpita alla testa, un altro – sembra  – al collo. Le sue condizioni sono molto gravi. A soli 14 anni Malala, era diventata un simbolo della lotta per il diritto allo studio per le bambine e le ragazze del Pakistan.
Un affronto inaccettabile per i talebani che hanno voluto spegnere la sua voce.

Era il 2009 quando Malala, sotto lo pseudonimo di Gul Makai, scrisse un diario per il blog della BBC urdu, pubblicato anche su un giornale locale. Erano i giorni in cui nella regione dello Swatt i talebani avevano preso il potere, chiuso le scuole private, vietato l’istruzione femminile, distrutto centinaia di scuole. Nel suo blog, Malala raccontava, giorno dopo giorno, cosa volesse dire per una bambina andare a scuola sotto il regime dei talebani.
3 gennaio: «Solo 11 compagne su 27 sono venute in classe oggi. Il loro numero diminuisce per via del bando dei talebani. Dopo il bando, tre mie compagne sono andate via con le famiglie a Peshawar, Lahore e Rawalpindi». E ancora: «Mentre tornavo da scuola, ho sentito un uomo dire “ti ucciderò”. Ho accelerato il passo e dopo un po’ mi sono girata per vedere se mi stava seguendo. Ma mi sono sentita sollevata quando ho visto che stava parlando al cellulare e stava minacciando qualcun altro al telefono».

La paura la accompagnava sempre, ma la voglia di studiare era più forte. Temeva di essere aggredita mentre andava a scuola. Per questo evitava la divisa scolastica e nascondeva i libri sotto lo scialle.
5 gennaio: «Mi stavo preparando per la scuola e stavo per mettermi la divisa quando mi sono ricordata che ci avevano detto di non usarla e di andare vestite normali. Allora ho deciso di mettermi il mio vestito rosa preferito. Altre ragazze a scuola avevano vestiti colorati. Durante l’assemblea ci hanno detto di non usare abiti colorati perché i talebani non volevano».

Nonostante la paura, Malala ha continuato ad andare a scuola e quando i talebani sono stati sconfitti è uscita dall’anonimato e li ha criticati pubblicamente in tv. Ha dato voce alle tante bambine e ragazze difendendo il diritto all’istruzione. Per questo il premier pakistano nel 2011 le ha dato un premio, per questo è stata candidata all’International Children’s Peace Prize, per questo i talebani le hanno sparato.
“L’abbiamo attaccata perché diffondeva idee laiche fra i giovani e faceva propaganda anti talebana”.
Malala lo aveva capito: per superare l’oscurantismo e l’estremismo serve una nuova generazione istruita. Come lei.

10 ottobre 2012

Qui alcune pagine del diario per il blog della BBC urdu

7 thoughts on “Adottate Malala Yousafzai!

  1. SARY 99

    Questo fatto è molto triste,è difficile immaginare una cosa così,sopprattutto per noi ragazzi che abbiamo la fortuna di andare a scuola e istruirci tranquillamente.Penso che è molto brutto sapere e vedere che in delle parti del mondo ci siano ancora persone che pensano che la donna sia minore dell’uomo.Penso anche che noi che abbiamo la possibilità di vivere una vita “facile”,dovremmo riflettere su come siamo fortunati invece di criticare tutto e dire ai genitori che non abbiamo niente .

    • E’ importante rendersi conto che quello che per noi è “normale” per altri nel mondo è una conquista che a volte si paga anche con la vita. Forse apprezzeremmo di più la fortuna che abbiamo e affronteremmo la scuola con un altro atteggiamento. Non dimentichiamoci poi che le donne anche in Italia non hanno ancora la parità nella società e in famiglia: sta a noi fare in modo che il nostro ruolo venga rispettato e che la nostra specificità venga valorizzata. Ricordiamoci che l’altro, diverso da noi, uomo o donna, italiano o straniero, disabile o normodotato, ecc. porta sempre in sè un valore che costituisce una ricchezza per tutti. Ricordiamoci anche che sono le piccole cose, i piccoli gesti, le parole dette o non dette nel nostro quotidiano che, messe insieme, possono fare la differenza.

      • Sono in un liceo e passo parecchie ore a studiare.
        E puntualmente penso: “Perché così tanto studio, tanta fatica… a che mi serve sapere cosa vuol dire πυλλα in greco?”
        Poi però, si sente di gente che piange mentre viene portata via da scuola, gente che è costretta a saper scrivere e far di conto al massimo, gente che per una parola di troppo viene uccisa, gente, anzi, ragazzi che protesta contro i tagli alla cultura.
        Forse per questo motivo il mondo va a rotoli, forse è così che l’ignoranza ci fa arrivare ad un mondo che è schiavo.
        Sui social network ora si parla tanto di una rivolta da fare. Ma come? Non sappiamo che il congiuntivo è un tempo verbale e vogliamo un’Italia libera? Forse sarebbe il caso di istruirsi, prima. E per istruirsi, bisogna averne voglia. E la voglia non è innata, dobbiamo farcela venire.
        Concludo con la frase che c’era sul “calendiario” dell’anno scorso:

        “Soltanto le persone istruite sono libere”.

  2. Mamma mia che cosa davvero triste…! E dire che noi oggi diciamo che ci mancano delle cose… bèh è normale siamo ragazzi… xò secondo me dovremmo cercare di capire che noi in confronto a molte persone povere che non hanno una casa e soprattutto non si possono curare per la loro salute ecc… Abbiamo il mondo !In pratica e anche in teoria abbiamo tutto…! :’)
    !

  3. a volte non ci rendiamo conto che cose molto semplici come le penne o andare a scuola in altri paesi sono cose considerate da pazzi o molto strane da dei vecchietti che rovinano i bambini mettendogli un fucile in mano e dandogli dei motivi stupidi per uccidere altri bambini e non si rendono conto che stanno rovinando centinaia di bambini sono andato un po fuori tema perchè sto guardando un documentario su questo

  4. io trovo molto corretto l’impegno di questa ragazza che si è battuta per tutto quello in cui crede, anche se in questo caso si è trattato solo di avere il diritto allo studio, cioè il diritto di poter studiare senza correre i pericoli come essere sparati in testa come è successo a questa ragazza, quindi la mia opinione è che se ci si batte in quello in cui si crede si può anche avere qualche possibilità di “avverare” i progetti che si hanno per migliorare il mondo.

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