No Impact Man

no impact manCosa vuol dire vivere ad impatto zero? Se sembra un impresa impossibile per noi, figuriamoci per una famiglia che vive al nono piano di un grattacielo di New York! Eppure c’è chi ha sperimentato questo tipo di vita per un anno: Colin Beavan, giornalista ambientale, con sua moglie  e la loro figlia in età da pannolino sono i protagonisti di questa storia. Da questa esperienza è nato un docu-reality: “dopo aver riflettuto a lungo sulle conseguenze planetarie climatiche e ambientali delle nostre piccole scelte quotidiane: niente immondizia, nessuna emissione di anidride carbonica, niente macchina o aereo, niente tossine nell’acqua, niente carta igienica. Non useremo detergenti per la biancheria, non acquisteremo cibo che provenga da terre più lontane di 250 miglia, per non parlare di ascensori, metropolitane, prodotti impacchettati. Quindi niente plastica, niente aria condizionata, televisione, carta.”

da No Impact Man. L’esperimento di una famiglia ecologicamente corretta nel cuore di New York | Recensioni – ilCambiamento.it.

I propositi della coppia sembrano essere sinceri: cercare di capire se è possibile vivere in modo dignitoso “senza tutto questo spreco”.

Sul banco degli imputati c’è la cultura dell’usa e getta, il mondo del ‘monouso’ di cui l’immaginario di stampo nordamericano si è fatto portatore, ed esportatore, negli ultimi sessant’anni: “la cultura del buttare via già di per sé è un grandissimo problema – dice Colin Beavan – a dire il vero, forse possiamo prendere le distanze da qualunque cosa che si butta via”.

L’esperienza della famiglia Beavan, iniziata nel 2006, si rivelerà tutt’altro che idilliaca e priva di ostacoli nel cambiamento radicale di stile di vita a partire da trasporti, alimentazione, consumi energetici, passando per pannolini lavabili e detersivi biologici. Sarà proprio Michelle, quarantenne in carriera appassionata di shopping e caffè, a fungere da divertente controparte per il corso di tutta l’avventura che condurrà i protagonisti a una fondamentale consapevolezza: vivere a impatto zero non è possibile, ridurre l’impatto è non solo possibile ma estremamente necessario.no impact man

L’happy end non poteva mancare nel racconto serrato dell’esperienza del piccolo nucleo familiare newyorkese che riscopre tempi lenti, cibi locali, luci soffuse, e il piacere di parlare con gli amici a televisione spenta.

La storia della famiglia Beavan – secondo molti costruita a tavolino come le migliori operazioni di autopromozione, e che poi ha preso la forma di un libro (tradotto in Italia dalle edizioni Cairo nel 2010) e di un film (distribuito in Italia dalla giovane casa video-editrice Macroticonzero) – oltre a ispirare molte persone sull’intraprendere abitudini di consumo differenti ha avuto un seguito soprattutto con il progetto di Beavan che coinvolge costantemente Università, associazioni e persone che vogliono ridurre al minimo il proprio impatto sull’ambiente.

Nella versione italiana insieme al documentario, selezionato al Sundance Film Festival 2009, anche il libro di 36 pagine curato da Daniel Tarozzi, “Riduco la mia impronta e sono più felice”, che raccoglie una serie di interviste a rappresentanti di realtà italiane che sperimentano e promuovono quotidianamente la riduzione dell’impatto.

viaNo Impact Man. L’esperimento di una famiglia ecologicamente corretta nel cuore di New York | Recensioni – ilCambiamento.it.

 

3 thoughts on “No Impact Man

  1. Bèh io la trovo una cosa davvero giusta.
    A mio parere non definirei per niente queste persone pazze perchè comunque cercano di dare una mano all’ambiente,!! Anche perchè è ovvio che se uno vuole risparmiare energia(e non solo) deve cercare di adattarsi…!
    E poi alla fine dei conti uno la può pensare come meglio crede,perchè come dice questo signore nel video… “LA GENTE NON DEVE FARE QUELLO CHE FACCIO IO”…! Penso che se delle persone vogliano venire a cena da me,devono adattarsi a quelle che sono le mie regole,altriment i ognuno a casa propria… !
    E comunque è giusto così,se uno non vuole consumare troppo,deve cercare una soluzione!🙂

  2. se ci provo a staccare la luce o a non comprare cose nuove mia mamma mi ammazza e poi si arrabbia se stò 15 minuti attaccato al computer ma lei ci sta tutto in giorno poi lasciamo stare mio padre che messaggia con mezzo mondo al posto di lavorare,se quello li ci riesce a New York ce la posso fare a casa di mia nonna che è come vivere a impatto zero: niente macchina, niente computer, la luce salta in continuazione insomma più o meno a impatto zero

  3. Io penso che ciò che dice questo signore è molto giusto. Però credo che anche senza privarsi di tutto come la luce, i pannolini… Si potrebbe avere un impatto minore. Non è neccessario, basterebbe stare più attenti a ciò che si fa, che si consuma. La cosa non è facile perchè ai giorni d’ oggi siamo abituati ad avere qualsiasi cosa, e appena se ne vede una nuova si mette da parte la prima e si compra subito quest’ ultima. Comunque ciò che si vuole si può ottenere naturalmente facendo dei sacrifici e mettendo un pizzico di volontà.

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