Tesori nascosti

da Focus e altri – Ottobre 2012

Buttare la spazzatura? È uno dei nostri gesti più frequenti: lo facciamo anche più di 30 volte al giorno. Tanto che i produttori di cucine valutano la durata dei loro mobili sull’usura dell’anta che nasconde il cesto dell’immondizia: le cerniere sono collaudate per 200.000 aperture in oltre 18 anni. Questa azione, moltiplicata per tutti gli italiani, genera ogni anno 32,5 milioni di tonnellate di rifiuti: riempirebbero 467 grattacieli Pirelli. E quelli prodotti in tutto il mondo colmerebbero oltre 2000 Colossei, occupando l’intera superficie dell’ Asinara. Un problema spinoso, che anche la scienza sta affrontando: cercando di ridurli, di gestirne l’impatto, ma soprattutto di estrarne la ricchezza nascosta. Basti dire che, secondo gli esperti del Global e-Sustainability Initiative (Gesi), le discariche di rifiuti elettronici contengono oltre 40 volte l’oro e l’argento estratti dalle miniere mondiali. Ma i rifiuti di casa contengono soprattutto energia. Che potrà essere ricavata anche attraverso inceneritori a emissioni zero.

Spreco alimentare, paradosso del nostro tempo. Mentre è lampante la necessità di aumentare la produzione di alimenti almeno del 70% per nutrire una popolazione che conterà 9 miliardi nel 2050, oggi nel mondo si spreca più di 1/3 del cibo che viene prodotto. Se si potessero recuperare tutte le perdite e gli scarti, si potrebbe dare da mangiare, per un anno intero, a metà dell’attuale popolazione mondiale: 3,5 miliardi di persone. Fonte (http://www.repubblica.it/solidarieta/cibo-e-ambiente/2012/10/24/news/sprechi_nel_mondo_si_sprecano_1_3_miliardi_di_tonnellate_di_cibo-45247024/)

 

Il 70% dei rifiuti urbani prodotti nel mondo è ancora conferito in discarica, l’11% prende la strada del recupero energetico, il 19% viene riciclato o gestito con trattamento meccanico e biologico, incluso il compostaggio. E’ quanto emerge dalla ricerca ‘Globalizzazione e gestione dei rifiuti solidi’ presentata al Palacongressi di Firenze nell’ambito del Congresso mondiale dell’Iswa, International solid waste association, in corso fino al 19 settembre.

Nel grafico seguente vengono mostrati i kg di rifiuti prodotti per giorno da ogni persona sul nostro pianeta.

4miliardi di tonnellate di rifiuti Dalla ricerca risulta che oggi la quantità totale di rifiuti prodotti annualmente in tutto il mondo ammonta a circa 4 miliardi di tonnellate; i rifiuti solidi urbani si attestano tra 1,6 e 2 miliardi di tonnellate. Il giro d’affari complessivo del settore dei rifiuti è stimato in oltre 400 miliardi di dollari all’anno.

Gli ultimi dati messi a disposizione dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sulla produzione dei rifiuti in Italia sono riassunti nella tabella seguente:

Regione Tonnellate di rifiuto prodotte 2010
Piemonte 2.251.370
Valle d’Aosta 79.910
Lombardia 4.957.884
Trentino 508.787
Veneto 2.408.598
Friuli 610.287
Liguria 991.453
Emilia Romagna 2.999.959
Nord 14.808.248
Toscana 2.513.312
Umbria 540.958
Marche 838.196
Lazio 3.430.631
Centro 7.323.097
Abruzzo 681.021
Molise 132.153
Campania 2.786.097
Puglia 2.149.870
Basilicata 221.372
Calabria 941.825
Sicilia 2.610.304
Sardegna 825.126
Sud 10.347.766
Italia 32.479.112

 Anche se non esistono stime univoche, complici la crescita della popolazione mondiale e lo sviluppo economico (oggi particolarmente accentuato nei cosiddetti paesi Bric, Brasile, Russia, India e Cina), nel giro dei prossimi 10-15 anni si potrebbe arrivare a un aumento di questa produzione anche del 50%; quindi oltre 6 miliardi di tonnellate.

RACCOLTA DIFFERENZIATA

Raccolta differenziata in Italia: 189 kg per abitante, questa la media nazionale (dato 2010); 262 i kg per abitante riciclati al Nord, 166 al Centro e, per la prima volta, il Sud ha superato i 100 kg di rifiuti riciclati per abitante, raggiungendo quota 105.

 Ripartizione percentuale della gestione de rifiuti trattati nei principali Paesi europei

Discarica Incenerimento Riciclaggio  Compostaggio  
Austria* 1 30 30 40  
Belgio 1 37 40 22  
Danimarca 3 54 23 19  
Finlandia 45 22 20 13  
Francia 31 34 18 17  
Germania 0 38 45 17  
Grecia* 82 17 1  
Irlanda 57 4 35 4  
Italia 49 18 20 13  
Lussemburgo 18 35 26 20  
Paesi Bassi 0 39 33 28
Portogallo 62 19 12 7  
Regno Unito* 49 12 25 14
Spagna 58 9 15 18  
Svezia 1 49 36 14  

* Dato stimato da Eurostat

Note: “0” valore inferiore a 0,5%; “-” zero effettivo.

Fonte: Elaborazioni ISPRA su dati Eurostat

Che cosa possiamo fare noi

Per risolvere il problema rifiuti la scienza aiuta. Ma ciascuno di noi può fare qualcosa. Ecco 4 passi concreti.

1) Non buttare le cose utili. Molte cose che buttiamo sono ancora utili. Un frigo può diventare una credenza, le t-shirt un futon… Come mostra Elisa Nicoli in Questo libro è un abat-jour (Ponte alle Grazie). Il riciclo sarebbe più facile se si potessero riacquistare nei centri di stoccaggio alcuni tipi di rifiuto, cosa impossibile in Italia. «Ma quando l’Italia adotterà le norme europee si potrà fare» assicura Mario Grosso.

2) Fare bene la differenziata. Meglio è diviso il rifiuto in partenza, più facile è da riutilizzare. I tedeschi, per esempio, separano il vetro in base al colore e riescono così a impiegare il rottame trasparente per produzioni che lo richiedono, come la lana di vetro: In Italia questo non avviene.

3) Comprare con oculatezza. Scegliete prodotti con imballi ridotti, facilmente separabili e riciclabili.

4) Non sprecare cibo. Quasi la metà del rifiuto solido urbano è cibo (dai gambi degli asparagi al le foglie dei carciofi) che potrebbe dar vita a ottime ricette. Come dimostra la blogger Lisa Casali sul suo sito www.ecocucina.org

Per un maggior approfondimento vi invito a leggere l’articolo per intero sulla rivista.

11 thoughts on “Tesori nascosti

  1. Proprio ieri sera ho sentito alla televisione alcune ricette per recuperare gli avanzi del pasto precedente,a me sembrava una cosa strana ma poi mia mamma mi ha fatto notare che un tempo si “riciclavano” sempre ,o quando era possibile,gli avanzi perche essendo piu diffusa la poverta si cercava di non sprecare niente per non rimanere senza cibo il giorno dopo e secondo me anche se era piu difficile vivere anni fa era molti meglio

  2. secondo me l’azione di buttare il cibo della spazzatura è un “insulto” a coloro che non ne hanno in abbondanza come noi. adesso si è diventati più sensibili al problema infatti anche in televisione danno sempre spunti su come ri-trasformare il cibo avanzato dai pasti precedenti, ovviamente il messaggio non è chiaro a tutti da come si può intuire dall’articolo di Alessandro. Anche buttare vestiti che non ci piacciono più contribuisce a inquinare il pianeta. E se donassimo i nostri vestiti alle persone meno fortunate? non inquineremmo e renderemmo felici altre persone.Io dico di incominciare da noi stessi a seguire le idee per riciclare perchè anche nel nostro piccolo possiamo fare una grande differenza.

  3. Come si può notare dai dati, la maggior parte del riciclo avviene nel nord Europa invece gli stati meno virtuosi sono, per lo più, nel sud del continente e tra l’altro sono anche quelli colpiti maggiormente dalla crisi economica; questo si comprende interpretando i dati relativi allo smaltimento rifiuti, infatti la Germania, un paese molto forte economicamente, smaltisce una minima parte dei propri rifiuti in discarica e ne ricicla quasi la metà. Anche in Italia si potrebbe puntare maggiormente sul riciclo sviluppando magari idee e progetti anche per trovare occupazione, che in questo momento manca.

  4. Da quanto letto nell’articolo e’ chiaro che in Italia manca , secondo il mio parere , la giusta informazione.Credo che per fare funzionare un sistema complesso come il riciclaggio bisogna innanzitutto insegnare alle persone il giusto atteggiamento e iniziare questo percorso già alle scuole elementari fino ad arrivare ai percorsi formativi professionali scegliendo magari come materia di studio il riciclaggio.Per esempio potrebbero esserci dei percorsi universitari in cui la persona interessata si specializza non solo nel campo tecnico partecipando all’invenzione di apparecchiature per lo smaltimento o il riciclaggio di alcuni prodotti che potrebbero avere una “seconda vita”; ma anche in campo formativo .Questo risolverebbe due problemi importanti :il sempre crescente numero di discariche e lo spazio tolto alla natura per costruire nuove discariche e si aprirebbe un campo lavorativo quindi :richiesta di nuovi posti di lavoro.Negli ultimi anni anche l’Italia e’ stata sensibilizzata dal problema dell’inquinamento da discariche infatti c’e stato un incremento nel utilizzo del compostaggio e del riciclaggio.

  5. Come possiamo leggere molto cibo viene buttato ripetutamente ogni giorno, ci possono essere molti motivi per cui una persona decide di buttare del cibo.Però io credo che non esista un buon motivo per buttare del cibo, ad esempio si può riciclare. Mia mamma mi ha sempre insegnato che anche il più insulso avanzo può diventare un ottimo piatto riciclato.Ad esempio, quando si avanza della carne che possono essere bistecche o macinati tritando nel primo caso le bistecche e aggiungendo i giusti ingredienti si possano fare delle ottime polpette.E comunque più o meno buoni possano essere i pasti riciclati io penso che sia la cosa migliore perchè, se ci fermiamo a riflettere nel mondo ogni 6 minuti un bambino muore di fame e, se solo ricevette un misero pasto avanzato gli potremmo salvare la vita invece di fare gli schizzinosi e buttare via il cibo.

  6. In termini di riciclo di cibo vi rimando alla mia ricetta della torta di pane , pubblicata qui sul blog. Da sempre gli avanzi diventano un pranzo o cena per i giorni successivi, mi vengono in mente le polpette di mia nonna fatte con la carne avanzata con aggiunta di uova , mortadella e parmigiano; il polpettone o la pasta al forno che riciclano ogni avanzo della tavola , ma sopratutto penso a quanti non riciclano gli avanzi perché neanche lo considerano come alternativa alla spazzatura. Io personalmente quando avanzo , vivendo in campagna, nutro galline e coniglio e poi i numerosi volatili che frequentano il mio giardino!!! La natura in questo e’ meravigliosa,tutto quello che cade a terra viene riutilizzato e nulla va sprecato a meno che siano rifiuti moderni quali plastica non bio, alluminio , vetro e quanto di inquinante se non correttamente smaltito.
    Purtroppo penso a quanto sia facile predicare il riciclo e le proprie capacità ma pensiamo i bene, siamo sempre così capaci a non sprecare nulla? Veramente siamo così’ virtuosi ed ecologicamente corretti? A volte i capita di assistere a discussioni tra mia mamma e mio zio , che spesso avanza il cibo nel piatto, e alla fine lui si offre sempre di spedirlo ai cosiddetti paesi del terzo mondo, cosa che fa infuriare mia mamma per questa facile ironia, ma penso alle numerose tonnellate di cibo raccolto per nobili scopi che viene poi abbandonato nei containers ai porti e non viene mai spedito. Noi possiamo fare qualcosa partendo da noi stessi e fare delle critiche agli altri io sinceramente non me la sento.

  7. Sprecare,riciclare,fare la differenziata sono parole che sentiamo spesso ma molte persone non le ascoltano e ignorano queste cose,ed è male perche non si deve mai sprecare niente.Abbiamo visto che ormai la Terra sta finendo sempre più velocemente le risorse e anke se è così molte persone continuano a sprecare.Noi siamo fortunati ad avere tutto ma basta pensare che molte persone che sono molto povere non riescono neanche ad avere ne il cibo ne l’acqua e anke se succede questo noi sprechiamo quasi cm insultando queste persone.

  8. Certo i dati e le statistiche ci fanno sempre drizzare i capelli, ma come mai i grafici degli ultimi anni sono sempre negativi rispetto ai precedenti? Siamo nel secolo della tecnologia e in questi anni si è sviluppata una mentalità spendacciona e sprecona, chi di più chi di meno. Vi ricordate il test sull’impronta ecologica? Ciascuno di noi ha ottenuto un’impronta elevata e questo è determinato dal nostro alto tenore di vita che comprende anche purtroppo un po’ di spreco o abuso (cibo, abiti, apparecchi elettronici). Chi non ha cambiato il cellulare o il computer almeno una volta perché ritenuto arretrato o fuori moda?

  9. Da quello che ho letto in questo articolo ho capito che tutti noi come ha osservato nei quattro punti non dovremmo: buttare le cose utili(come vestiti che nn ci stanno più perchè potremmo donarli ai bambini che ne hanno bisogno oppure potremmo ricavarci qualcosa come degli elastici per es),sbagliare la raccolta differenziata(perchè se no i rifiuti che noi buttiamo nei cassonetti sbagliati nn saranno riciclati quindi è importante che ciascuno di noi la faccia con cura),comprare oggetti non riciclabili(perchè altrimenti non si potrebbe fare la raccolta differenziata con quei prodotti e quindi verranno messi nell’inceneritore da cui sprigioneranno da quegli oggetti tante sostanze tossiche per il nostro pianeta),sprecare cibo(perchè altrimenti si sprecherebbero degli alimenti che possono essere riutilizzati come le buccie di limone o d’arance). Questi quattro punti sono fondamentali perchè se riusciamo a seguirli insieme aiuteremo noi stessi e il nostro pianeta Terra a stare meglio😉

  10. Nel punto 4 si parla di come evitare di buttare il cibo, e della blogger Lisa Casali che tiene il sito di ecocucina. In questi giorni è uscito come allegato al quotidiano La Stampa il libro “La cucina a impatto zero”, proprio di Lisa Casali e Tommaso Fara. Questo libro contiene ricette da fare con quelli che di solito consideriamo scarti, come le bucce, i gambi o le foglie di tante verdure. La percentuale di scarto nei carciofi è del 65%, nei cavolfiori è del 34%, nei meloni 40%. Eppure ad esempio i baccelli dei piselli sono assolutamente commestibili e buoni!

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