La storia delle cose

Grazie ad Alessandro e a suo padre per la segnalazione dell’interessantissimo articolo su Liquida Magazine del 3 gennaio 2011: Obsolescenza programmata, beni progettati per “scadere” di Elisa Russo.

L’articolo è ricco di riflessioni e spunti, comincio come prima sollecitazione a segnalarvi un brano tratto da un’intervista a Serge Latouche, il famoso economista e filosofo sostenitore della decrescita felice (l’abbiamo già incontrato nel filmato sull’obsolescenza programmata):

«La società occidentale per secoli ha fatto fatica a crescere, perché si produceva molto ma non si consumava abbastanza. Solo dopo la seconda guerra mondiale si è trovata la “soluzione”: la società dei consumi, la crescita infinita per l’eternità. Che poggia su tre pilastri: la pubblicità, il credito, l’obsolescenza programmata. La pubblicità crea il desiderio di consumare, rende perennemente insoddisfatti di ciò che abbiamo: porta l’infelicità perché dobbiamo essere infelici in modo da desiderare sempre qualcosa da comprare. Ma per farlo servono sempre più soldi e ci indebitiamo. Ed ecco che il credito fornisce i mezzi per consumare. Infine c’è l’obsolescenza ricercata, programmata: siamo costretti a consumare, perché i nostri oggetti si rompono molto più di prima e riparare costa più che comprare oggetti nuovi, i quali costano poco perché sono prodotti con lavoro pagato niente».

Mi sembra elemento di riflessione anche questa frase di Marco Lotito blogger di 2012era:

“Se la tecnologia ha un’anima saprà rendere le nostre vite migliori, ma non al suo ritmo.” L’odierno dilemma tra essere fruitori delle innovazioni tecnologiche o esserne schiavi.

Infine un filmato di non facilissima comprensione per voi, da prendere a piccole dosi, ma assolutamente da considerare con attenzione:  La storia delle cose di Annie Leonard parte 1, parte 2, parte 3.

 

13 thoughts on “La storia delle cose

  1. È vero che nelle publicità cercano sempre di mostrare tutte le cose nel loro lato migliore! Ma poi, dopo aver comprato ed assaggiato, è tutta una delusione! Secondo me bisognerebbe mostrare tutte le vere “facce” di ogni prodotto e non invogliare la gente ad avere molte piu cose del normale.

  2. come è stato detto nel video le “cose” vengono prodotte per essere buttate via dopo 6 mesi quindi vengono smaltite in discariche che creano rifiuti tossici. ma questi rifiuti non fanno bene nemmeno a chi li ha prodotti ma allora perchè lo fanno?

  3. ma io mi chiedo:ma perchè anche dopo continui avvisi l’uomo non cambia?ma il problema è che gli industriali pensano solo ai loro interessi e non gli importa degli altri,non gli importa di sfruttare altre persone se poi questo porta a un enorme guadagno,quindi sfruttano tutto e tutti solo per un loro guadagno.

  4. inquietante e fa pensare soprattutto a come ce la caveremo nel futuro. Se andiamo avanti di questo passo non ci resterà nulla forse sarebbe meglio fermarsi un momento e ripensare al nostro modo di vivere. e il problema vero e’ che Politici e industriali fanno finta che il problema non sia cosi grave e pensano solo ai soldi

  5. Questo sistema non può andare avanti così.E’ marcio.Il nostro pianeta se continuiamo così esaurirà le risorse necessarie per la vita. Dovrebbero esserci tante persone che si impegnano per salvare le foreste,per il riciclaggio che è utile per non far finire i rifiuti riciclabili negli inceneritori: rilascerebbero nell’atmosfera sostanze tossiche nocive per noi e il nostro pianeta e per cambiare il governo e far salire al potere persone che governano per il popolo e non per le multinazionali.Cerchiamo di aiutare il pianeta anche con dei gesti quotidiani che ci sembrano stupidi e inutili,ma che aiuterebbero noi e la Terra a stare meglio.

  6. Io sostengo sempre che i soldi e il consumo in generale non fanno la felicità. Proprio qualche giorno fa un amico mi ha chiesto:”Perché non ti compri un cellulare nuovo?”. Io gli ho detto che mi basta avere il mio che non è troppo complicato e non dispone di centinaia di app di cui non ho bisogno per vivere. Continuiamo a ripetere che consumare comprando cose sempre più alla moda sia sbagliato, che questa mentalità sia sbagliata. Ma allora perché continuiamo a mantenerla? Forse perché ci è stata imposta e crediamo che il nuovo sia il meglio.

  7. Secondo me il fatto che dopo alcuni mesi certe cose sono destinate a rompersi non è del tutto giusto, perché se noi non cambiamo il nostro cellulare periodicamente le industrie non potrebbero inventare nuove tecnologie perché nessuno lo comprerebbe, però si può frenare questo sviluppo e magari allungare la vita dei nostri oggetti in modo da potergli smaltire meglio.

  8. Pochi giorni fa, in classe abbiamo parlato della “connessione” tra uomo e natura.Come già si può sapere l uomo fa parte della natura e senza di essa non potrebbe vivere.Già alla fine del 1800 quando ormai l industria si stava diffondendo, alcune persone (gli impressionisti) iniziarono a chiedersi che fine avrebbe fatto il mondo se lentamente l uomo stava cominciando a distruggere la natura (processo che sarebbe durato secoli) e automaticamente stava eliminando il suo “habitat” senza il quale morirebbe.
    Naturalmente gli impressionisti a quei tempi si stavano ponendo un problema che non esisteva visto che l industrializzazione era all inizio.Il problema col passare degli anni si è formato anche se molte persone lo ignorano pur essendone a conoscenza.Questa questione si potrebbe risolvere allungando la vita di ciò che si produce,il contrario di quello che sta succedendo nel mondo.Questo non porterebbe nuove tecnologie e le industrie dovrebbero produrre la metà poichè la gente non sarebbe piu obbligata a comprare.In conclusione posso dire che l uomo continuerà a costruire nuove industrie e a creare nuove tecnologie fino a quando il problema non diventerà enorme e se non si risolverà il pianeta rischierebbe di “morire”.

    • Dici bene. Il nostro pianeta a causa dell’intervento dell’uomo e delle industrie ha molti problemi che prima non esistevano. Sono la deforestazione, la desertificazione, il buco nell’ozono, l’inquinamento atmosferico, la scarsità d’acqua o di altre risorse. L’uomo continua a “mangiare”, senza lasciare il tempo necessario per la rigenerazione, come se una persona avesse uno stipendio di 1000 € al mese e ne spendesse 1100.

  9. vedere questa specie di documentario è stato a dir poco inquietante, non avrei mai immaginato che per produrre anche una piccola radiolina potesse inquinare così tanto o distruggere foreste, rendere non potabile l’acqua di un fiume e addirittura far esplodere delle montagne per estrarre le materie prime.
    purtroppo ovviamente non abbiamo 5 pianeti o molti di più quindi o ci diamo una regolate e cerchiamo di non inquinare così tanto, se non ce la faremo siamo davvero nei guai.

  10. Questo filmato mi ha spaventato perché mi sono reso conto di far parte di un ingranaggio gigantesco in cui anziché poter scegliere liberamente sono invogliato a seguire scelte di altri (multinazionali). Non avevo mai considerato i miei acquisti sotto questo punto di vista e moltiplicando all’infinito tutti gli acquisti, fatti da tutti, senza esserne pienamente consapevoli si ha la misura del problema. Il nostro pianeta non è sufficiente per sopportare un ciclo produttivo così veloce e allo stesso tempo così inquinante e distruttivo che porta all’avvicinamento rapidissimo dell’overshoot day. Per me per avere anche una vita meno stressante e piu’ corretta bisognerebbe “ascoltare” meno la pubblicità e più le nostre reali esigenze.

  11. nelle pubblicita per farti comprare le cose cercono di nasconderti tutti i gli aspetti negativi sottolineando quelli positivi, così ti invogliano a comprare cose di cui non hai necessitá. inoltre gli articoli tecnologici sono progettati da non durare a lungo e la riparazione costa come comprare l’oggetto nuovo.

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