Lo zucchero fantasma

La prima immagine a cui pensiamo quando sentiamo la parola zucchero è quella del dolcificante che mettiamo nel tè, nel caffè o che troviamo nei dolci,

https://i0.wp.com/www.leitv.it/cambio-cuoco/wp-content/uploads/sites/8/2012/01/miele-o-zucchero.pngma non pensiamo mai a quello nascosto in tanti cibi che acquistiamo e che si presenta in diverse forme (fruttosio,  cioè lo zucchero della frutta, saccarosio, miele, destrosio, sciroppo di mais, sorbitolo, succo di frutta concentrato, galattosio, lattosio, polidestrosio, mannitolo, sorbitolo, xilitolo, maltodestrine …). Limitare gli zuccheri non significa quindi solo stare lontano dai dolci, ma accorgersi di quelli nascosti in tantissimi tipi di cibi, persino in alcuni di quelli apparentemente dietetici. https://i2.wp.com/www.gastronomiamediterranea.com/wp-content/uploads/2012/07/IMG_7927BisGM_2.jpgI produttori li aggiungono durante il processo di inscatolamento o di imballaggio negli alimenti per aumentarne la conservazione, ma così aumentano anche le calorie inutilmente assunte. Per difenderci dobbiamo imparare a leggere sempre le etichette dei cibi. Perché bisogna limitare gli zuccheri? Perché se ne assumiamo troppi rischiamo l’obesità, che è una delle cause di gravi malattie come diabete,  malattie cardiovascolari, ictus, cancro. L’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) consiglia un apporto di zuccheri semplici per un individuo sano del 10-15% rispetto al totale delle calorie giornaliere, ma questa  percentuale viene superata dagli italiani e raggiunge la  media giornaliera di  90-100g di zucchero semplice. Ad esempio  una bibita gasata dolce contiene circa 6 cucchiaini di zucchero, uno yogurt magro ne contiene circa 4, un cucchiaio di ketchup ne contiene uno.

Tra gli alimenti insospettabili  ci sono le conserve di pomodoro, i salumi come il prosciutto cotto e la mortadella, i wurstel, i cereali per la prima colazione, l’aceto balsamico, i sughi pronti, alcuni condimenti per insalata, il burro di arachidi, lo yogurt, le panature degli alimenti confezionati, la senape light, la maionese, il ketchup,  il pane confezionato, e altri ancora. Oltre a ciò bisogna considerare che  anche i carboidrati sono zucchero:  per esempio  il pane di farina bianca ha un altissimo livello glicemico, e sarebbe quindi molto meglio mangiare quello integrale. Ma che cos’è l’indice glicemico di un alimento? L’Indice glicemico di un alimento dipende soprattutto dal tipo di carboidrati contenuti  in quel cibo, ma dipende anche dal tipo e dalla quantità degli altri suoi componenti che condizionano l’assorbimento dei carboidrati, inoltre può dipendere dalla preparazione (ad esempio le carote cotte e quelle crude hanno indici glicemici diversi). Sarebbe sempre meglio consumare cibi a basso indice glicemico. Per conoscere gli indici glicemici di alcuni alimenti puoi vedere la seguente tabella http://www.alternativasmart.com/info/wp-content/uploads/2012/09/TABELLA-INDICE-GLICEMICO.pdf

Dunque occhio all’etichetta!!!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...